Ma chi era San Gregorio Magno citato al termine dell’Angelus del 4 settembre 2011 dal Santo Padre Benedetto XVI?

Giovanni F.

Cuneo

 

Risponde il prof. Matteo Orlando, docente IRC, dottore in giurisprudenza e in scienze religiose, vaticanista pubblicista e cultore di demonologia

Caro Giovanni, già lo stesso Santo Padre Benedetto XVI lo aveva definito «Uno dei più grandi Padri nella storia della Chiesa, uno dei quattro dottori dell’Occidente… fu Vescovo di Roma (il 64°) tra il 590 e il 604, e meritò dalla tradizione il titolo di Magnus/Grande». Il Papa san Gregorio, della famiglia senatoriale degli Anici, nacque verso il 540. Eletto giovanissimo (572) Prefetto di Roma, poco dopo decise di trasformare i suoi possedimenti a Roma e in Sicilia in monasteri e di farsi monaco. Si dedicò con assiduità alla lettura della Bibbia e a rigorosi digiuni (che, in seguito, gli procurarono seri disturbi all’apparato digerente, uno dei suoi problemi fisici, insieme alla voce molto debole), ma fu presto mandato dal Papa come nunzio (“apocrisario”), presso la corte di Costantinopoli, dove restò per sei anni. Al suo rientro a Roma, nel 586, tornò alla quiete del monastero, ma per poco tempo perché il 3 settembre 590 fu chiamato al soglio pontificio. A Roma c’era una terribile pestilenza ma Gregorio decise di far andare il popolo in processione per 3 giorni consecutivi alla basilica di Santa Maria Maggiore e la città fu liberata. Papa Gregorio riferì che durante la processione, era apparso sulla mole Adriana l’arcangelo Michele che rimetteva la spada nel suo fodero (da allora la tomba di Adriano venne chiamata Castel S. Angelo, e una statua dell’angelo vi fu posta sulla cima). Gregorio come Papa ebbe a trattare con molti paesi europei. Si preoccupò dei Visigoti della Spagna, dei Franchi e dei Sassoni. Gli immigrati in Britannia ed i Longobardi furono i destinatari privilegiati della sua missione evangelizzatrice. Riuscì a convertire la Britannia, e a stabilire rapporti di buon vicinato con i longobardi, che, grazie all’aiuto della regina cattolica Teodolinda, poi si convertirono. Favorì l’insediamento dei coloni, eliminando ogni residuo di servitù della gleba, comprò e distribuì grano ai bisognosi, pagò riscatti di cittadini caduti prigionieri dei Longobardi, comperò armistizi e tregue. Riorganizzò a fondo la liturgia romana, ordinando le fonti liturgiche anteriori e componendo nuovi testi, e promosse quel canto tipicamente liturgico che dal suo nome si chiama gregoriano. Scrisse diversi sermoni, i Dialoghi, circa 850 lettere (Registrum Gregorii). Morì il 12 marzo 604.

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